mercoledì 27 marzo 2013

Pasqua



E così ci avviamo verso la Pasqua, accompagnati da un tempo davvero inclemente.
Io sono forse tra i pochi che preferiscono la Pasqua al Natale e questo quasi fin da bambina.
Uno dei propositi che mi ero ripromessa di portare a termine durante la Quaresima riguardava il cibo, con la rinuncia alla carne e al pesce. Scelta appoggiata da subito da due delle mie figlie. La necessità di variare i pasti scegliendo un menù che non comprendesse quelli eliminati ma che non facesse un uso eccessivo di formaggi e uova, è stata di stimolo e ci ha dato l'occasione di provare nuovi sapori. 
E' un peccato che il mio orto non offra nulla in questo periodo di risveglio e di rinascita, ho cominciato a seminare ma è troppo presto per i raccolti, inoltre questo freddo non aiuta!

Nonostante questo, decisa a non farmi impressionare dalla pioggerella, ieri mattina sono uscita  armata di stivali di gomma, cappellino stile Queen Elizabeth (e meno male che Carla e Enzo non erano nei paraggi!!) zappette e qualche busta di semi pronta per sistemare alcuni vasi in giardino. Dopo nemmeno tre quarti d'ora avevo le mani intirizzite, ero completamente sporca di fango e con il morale sotto terra... inutile sfidare la furia degli elementi! 

Però qualche piccola scoperta l'ho fatta. Per esempio, non mi ero assolutamente accorta che il prezzemolo piantato lo scorso anno si era rinfoltito e rinverdito.


Tra la terra ormai fanno capolino le mie insalate, anche se a mio avviso, sono un po' pallidine per  via della mancanza di sole! 

Altra sorpresa per l'esperimento delle carote in vaso: tanti piccoli ciuffi di un tenero verde che ho provveduto a diradare per fare in modo che quelle rimaste abbiano lo spazio per crescere, le carote eliminate sono lunghe, strette e di un rosa appena accennato... staremo a vedere!


Nell'orto ha fatto la sua comparsa l'ortica, tanti piccoli getti che ho raccolto e per la prima volta ho provato ad utilizzare in cucina. Ho letto infatti che l'ortica possiede molteplici proprietà curative, anche se immagino che nelle preparazioni un po' più elaborate vadano perse. L'ho utilizzata per preparare dei tortini, assai pochi però perché dopo la scottatura, come avviene per esempio con gli spinaci, il loro volume è calato notevolmente.



Tortini di farro all'ortica (Quiches rustique da Saper mangiare ed. Pegasus)


3 tazze e 1/2 di farina di farro integrale
172 tazza di olio di mais
172 tazza circa di acqua
1/4 di cucchiaino di sale

per il ripieno: ortica (oppure spinaci)

per la finitura : 1 uovo

Mescolate farina, olio, sale e acqua fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso che lascerete riposare avvolto in un foglio d'alluminio per almeno mezz'ora.
Lavate benissimo le ortiche, (i guanti mi raccomando!!) io le ho lasciate a bagno nell'acqua e bicarbonato, sbollentatele in acqua salata, sgocciolatele e tritatele con la mezza luna, stesso procedimento per gli spinaci che potete far saltare però con un poco di burro.
Foderate dei piccoli stampi con la pasta tirata con il mattarello e tagliata in piccoli dischi, metteteci un po' di ripieno, coprite con un altro dischetto, pennellate la superficie con l'uovo leggermente sbattuto.
Infornate a 180° per circa 20 minuti.
Il sapore dell'ortica è molto delicato, forse appena acidulo ma gradevole.

Giunti al termine del post, non mi resta che salutarvi ed augurarvi una...

Buona Pasqua

martedì 12 marzo 2013

Pane e viole

I blog di cucina sono stati una bella scoperta, bella ma soprattutto utile, infatti la mia cucina si è arricchita di tante ricette nuove, che viaggiano attraverso la rete in questo magnifico scambio di informazioni che non conosce confini. Adoro sperimentare e spesso prendo spunto dai vostri blog, le ricette proposte e già sperimentate sono sempre una garanzia: mio marito e le mie figlie vi ringraziano!!

E' così che ho scoperto la ricetta per la preparazione del pane perfetta per me: il no knead bread.
Il no knead bread, il pane cioè senza impasto è diventato il nostro pane quotidiano, questa preparazione, scoperta nel blog di Ikka "SemplicEcologico" è davvero di facile esecuzione tanto che ogni due giorni nel mio forno cuoce una nuova pagnotta!

Io ho aumentato le dosi e utilizzo ogni volta farine di diverso tipo ma sempre di agricoltura biologica, da quella integrale di frumento a quella di grano saraceno oppure di segale, magari con l'aggiunta di noci o di semi.
Quella che segue è la variante con la farina integrale proposta da Ikka.

Ingredienti:

400 g farina integrale 
100 g farina 0
10 g sale integrale
1 g di lievito secco (1 cucchiaino da caffè scarso)
350 ml di acqua leggermente tiepida 
semola di grano duro per spolverare

Versare le farine, il lievito e il sale in una terrina capiente, mescolare gli ingredienti ed aggiungere l'acqua a poco a poco,ora mescolare di nuovo con un cucchiaio di legno per uno o due minuti.

Coprite la terrina con la pellicola e lasciate lievitare per  20 ore circa.

Trascorso questo tempo, infarinate il piano di lavoro e versatevi l'impasto, spolverandolo con un po' di farina 0 e di semola di grano duro. A questo punto dovrete praticare le pieghe (io non sapevo cosa fossero e ho dovuto documentarmi!!) in sostanza dobbiamo ripiegare i bordi del nostro impasto verso il centro, con delicatezza per non  rompere le bolle che si sono formate all'interno dell'impasto ( non so se ho ben capito ma il risultato è comunque ottimo quindi non indago ulteriormente!). 




A questo punto infariniamo uno strofinaccio e mettiamoci l'impasto con le famose pieghe rivolte verso il basso, chiudete lo strofinaccio e fate lievitare ancora due ore.

Scaldate il forno a circa 230°, fate scivolare l'impasto, stavolta con le pieghe verso l'alto all'interno di una pentola da forno, ( io uso uno stampo con cerniera) e coprite con un foglio d'alluminio oppure con un coperchio da forno. 
Infornate per 30-35 minuti e poi togliete l'alluminio e cuocete ancora per 20 minuti.

E voilà il vostro pane è pronto!



Con farina integrale

Ora lasciamo il caldo della nostra cucina e andiamo in giardino per un assaggio di primavera e prima che arrivi la prossima ondata di freddo, almeno così dicono le previsioni...

Ecco le nuove viole per il mio giardino, le ho sistemate temporaneamente in diversi contenitori, nell'attesa di decidere dove trapiantare.




sacchetto di iuta delle lenticchie!



Intanto nell'orto si intravedono già i primi germogli...


Crescione



E per oggi è tutto, alla prossima!

martedì 5 marzo 2013

Prime semine

Ah, finalmente marzo è arrivato. Con un sospiro di sollievo ho detto addio a febbraio, di neve e di giornate grigie davvero non ne ho più voglia. Che marzo sia un mese volubile si sa, eppure è bello pensare  che se anche dovesse nevicare ancora, l'inverno ha i giorni contati. Le previsioni annunciano un graduale peggioramento per i prossimi giorni, già questo pomeriggio il cielo si è rannuvolato, ma queste prime  giornate di marzo sono state splendide. Le temperature, che il mattino sono ancora basse, il pomeriggio diventano piacevoli e il richiamo della natura è irresistibile. 
Armata di guanti e forbici ho cominciato con le prime potature di pulizia, ho raccolto le foglie secche ed ho liberato il prato della grande aiuola davanti casa: il giardino si è subito trasformato. Qualche viola del pensiero sarà il prossimo acquisto; un colpo di colore per ravvivare il verde che non ha ancora acquisito i colori brillanti della primavera. Pian piano la natura si sta risvegliando, è il momento dell'attesa e questi primi tiepidi raggi di sole daranno la spinta necessaria.

Un angolo dell'orticello appena seminato
Ribes 

Le aiuole dell'orto invece sono già state preparate, (è talmente piccolo il mio orto che non ci vuole molto) lavorate quando l'inverno dava qualche tregua sono lì in attesa: la terra ricca e scura mi fa l'occhiolino, impossibile ignorarla!
Così prendo la scatola dei semi e quando la apro torno bambina, mi faccio prendere dall'entusiasmo, si torna a giocare con la terra! Scelgo le buste delle insalate, per loro non è troppo presto, il mio orticello è ben riparato, le seminerò subito.
Ed eccomi qui, con carta e penna per segnare cosa semino, uno schizzo dell'orto con le sue suddivisioni e relative semine, mi serve per ricordarmi anno con anno che cosa ho seminato e dove.
Appena smuovo la terra è tutto un contorcersi di lombrichi sicuramente indispettiti dal mio inopportuno passaggio e allora la lascio stare, i semi delle insalate sono davvero molto piccoli, non serve interrarli, li copro solo leggermente, semino a file perché mi sembra più comodo per quando sarà il momento della raccolta.
Ed ecco cosa ho seminato: lattuga da taglio verde e rossa, valeriana, spinaci e poi i ravanelli, quelli colorati che per il mio orto sono una novità. E in vaso comincio a seminare anche crescione e rucola... come inizio non c'è male, adesso copro tutto per bene e lascio i semi a riposare nella terra, ci vuole solo un po' di pazienza...

A presto