venerdì 28 ottobre 2011

Ultimi giorni di ottobre

Dopo alcuni giorni di piogge, che purtroppo hanno colpito in modo così drammatico Liguria e Toscana, è tornato il sole, le temperature di questi due giorni sono ancora piacevoli e ci permettono di stare ancora volentieri all'aperto.

Ne approfitto per terminare alcuni lavori che avevo lasciato in sospeso, svuoto i vasi ed elimino le ultime piante dell'orto rimaste nella terra, alcune di esse, come i pomodori, non si possono lasciare nel terreno, svuoto i vasi, li pulisco e li metto via, metto al riparo le piante, raccolgo un'infinità di foglie insomma, preparo orto e giardino per l'inverno.

Se come me, non avete più verdure nell'orto (come spesso ho detto è troppo piccolo per organizzare per colture invernali) potete già procedere alla preparazione del terreno per le colture primaverili, vangate la terra non troppo in profondità ed eventualmente aggiungete del compost fresco (3-4 mesi).
Preparate uno schema veloce, dove illustrerete la posizione delle coltivazioni dell'anno precedente vi sarà utile per la rotazione delle colture, spesso diamo per scontato che la nostra memoria ci aiuti, ma abbiamo talmente tante cose a cui pensare e da ricordare che, lasciare qualche appunto aiuta sempre.


Intanto, anche se in giardino sboccia ancora qualche rosa e begonie e tagete resistono imperterrite, i segni del cambiamento di stagione si vedono un po' ovunque e una leggera foschia rende anche la luce e i colori del tramonto meno intensi...









A presto!

mercoledì 26 ottobre 2011

Pan dei morti


Sono uscita a far spese e mi sono accorta che un po' dappertutto impazzano zucche, pipistrelli, cappelli da strega...insomma sono tutti impazziti per Halloween?

Halloween - La Festa e la Notte di Halloween

Peccato che la maggior parte dei prodotti visti in giro, non sono altro che paccottiglia orribile, secchielli di plasticotta a forma di zucca, biodegradabili in un milione di anni, decorazioni tremende che fanno spavento ma non nel senso per cui sono state create...

Non che odi questa nuova mania importata, anzi, adoro le zucche intagliate e mi sembra così carino quando, in alcuni telefilm si vedono questi bimbi bussare casa per casa chiedendo: "dolcetto o scherzetto?" ma è che poi immagino che la scena si svolga qui, nella strada dove abito e non posso fare a meno di pensare ai miei vicini sottoposti alla fatidica domanda...

Quando ero piccola, ci portavano in visita al cimitero e all'uscita, trovavamo i banchetti con i dolci ad aspettarci: zucchero filato, tira e molla, croccanti, caramelle...
In realtà non so cosa sia meglio, il "tour dei cimiteri"con premio finale della nostra infanzia, oppure la più colorata festa di Halloween, lascio la domanda in sospeso, ai posteri l'ardua sentenza!
Intanto, ho deciso di ricordare questa ricorrenza con un dolce della nostra tradizione: il pan dei morti.


Gli ingredienti sono la frutta secca di stagione e una varietà di biscotti, poi spezie ed un po' di cacao, quindi è un dolce abbastanza "robusto".
La ricetta è quella di Giallozafferano che utilizzo da un paio d'anni e che è molto gradita sia a mio marito che alle mie figlie, preparo questi pani qualche giorno prima e li lascio riposare in una scatola di latta fino al momento del consumo, per un effetto più scenografico al taglio, potete aggiungere qualche mandorla intera e qualche ciliegia candita.

E adesso mettiamoci al lavoro!


Il Pan dei morti


Ingredienti:
amaretti 100 g
biscotti secchi 100 g
cacao in polvere 50 g
cannella in polvere 1 cucchiaino
farina 250 g
fichi 120 g
lievito in polvere 10 g
mandorle e/o pinoli e/o nocciole120 g (io ho usato pinoli e nocciole)
noce moscata una spolverata
 6 albumi
uvetta 120 g (ammollata in acqua tiepida)
Vino Santo o altro vino liquoroso
Zucchero 300 g
savoiardi 300 g (ho diminuito la dose dello zucchero e aumentato quella dei fichi secchi)
zucchero a velo q.b.


Riducete tutti i tipi di biscotti in briciole finissime con il mixer, poi le mandorle/nocciole /pinoli e tritate finemente anche i fichi secchi.
Raggruppateli in una ciotola capiente, unite lo zucchero, la farina e il lievito, noce moscata e cannella, il cacao, mescolate.
Aggiungete gli albumi poi l'uvetta ben strizzata, mescolate e aggiungete poco per volta il vino (io ho utilizzato del marsala) lavorate il composto per amalgamare gli ingredienti, dovrà essere omogeneo e consistente.
Infarinate leggermente la spianatoia, trasferite il composto e dividetelo in panetti di circa 100 g a cui darete una forma schiacciata e affusolata.
Coprite la placca con della carta forno, disponete i panetti distanziati di qualche cm l'uno dall'altro e fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 25/30 minuti, quindi sfornateli e lasciateli raffreddare.
Conservateli in una scatola di latta con coperchio e prima del consumo spolverizzateli con zucchero a velo.


Ultimo suggerimento: non lasciate il pane un minuto in più in forno, altrimenti si secca troppo come è successo a me con l'ultima infornata!

A presto

sabato 22 ottobre 2011

Mercato ( con fantasma) al Castello di Padernello

Ancora in visita ad un castello ma stavolta per gustare le specialità in vendita al mercato del Castello di Padernello dedicato ai "prodotti della terra, il mercato del buono pulito e giusto", organizzato dalla fondazione del Castello e da SlowFood, un'occasione per gustare cibi tipici e specialità: formaggi e salumi, frutta e verdura, miele e confetture, vini, dolci, pasta e cereali...
Il mercato,  presentato nel cortile e nelle stanze del pianoterra, promuove la diffusione di prodotti genuini, a km 0, dando al consumatore la possibilità di comunicare direttamente con il produttore e la possibilità di conoscere i prodotti del territorio.






Le immagini del mercato sono poche, ero troppo indaffarata a far spese!





Oltre alla possibilità di acquistare buon cibo, approfittiamo per curiosare negli interni del castello...







 E ora ammiriamo le mura ed il borgo circostante...








Dimenticavo...come tutti i castelli che si rispettino, anche questo castello è infestato da un fantasma!
E' il fantasma di Biancamaria, la bellissima e dolcissima figlia tredicenne del conte Gaspare Martinengo.
La precaria salute della leggiadra fanciulla, aveva convinto il padre a trasferirla dallo zio, proprio nel castello di Padernello che, in quel lontano 1479 era appena stato costruito.
Biancamaria giunge al castello a novembre inoltrato.
Arriva l'inverno e poi la primavera, Biancamaria s'incanta ammirando la natura, osservando il cielo.
L'estate è afosa, la fanciulla si posta cavalcioni tra i merli del palazzo per guardare lontano.
Una sera, assiste ad uno spettacolo meraviglioso, migliaia di luci vibrano nell'aria: sono lucciole! 
La giovane dama si sporge...ed ecco, precipita nel fossato.

Narra la leggenda che il fantasma di Biancamaria, si mostri ogni dieci anni, la notte stessa della sua morte, avvenuta nel mese di luglio dell'anno 1480, da allora, sono in molti a giurare di averla vista vagare tra le mura del castello vestita di bianco...





mercoledì 19 ottobre 2011

Arrivano i primi freddi

L'autunno è arrivato, che ne sarà delle nostre piantine?
Se ci organizziamo per tempo, il gelo non ci prenderà alla sprovvista, quindi cominciamo subito.
E' arrivato il momento di riportare in casa le piante d'appartamento, passare l'estate all'esterno ha fatto sicuramente bene anche a loro, però, è bene controllare che non si portino dietro qualche ospite indesiderato, smuovete quindi il terriccio in superficie, controllate sotto le foglie ed eventualmente date una spuntatina alla chioma.
Spesso i vasi rimasti per qualche mese all'esterno sono rovinati, sopratutto se in plastica, dall'acqua e dalla luce e se in giardino la cosa può passare inosservata, in casa risulta antiestetica.
Esistono un'infinità di proposte di vasi e porta vasi che oltre a nascondere le imperfezioni, diventano idee di arredamento.
Ecco qualche proposta (economicamente non impegnativa!) di IKEA...

KALASA Portavasi, bianco Diametro esterno: 27 cm Diametro max. vaso: 24 cm Altezza: 26 cm Diametro interno: 25 cm
KALASA Portavasi, bianco Diametro esterno: 27 cm Diametro max. vaso: 24 cm Altezza: 26 cm Diametro interno: 25 cm
SKURAR Portavasi, bianco sporco Diametro esterno: 12 cm Diametro max. vaso: 10.5 cm Altezza: 15 cm Diametro interno: 12 cm
SKURAR Portavasi, bianco sporco Diametro esterno: 12 cm Diametro max. vaso: 10.5 cm Altezza: 15 cm Diametro interno: 12 cm

BJURÖN Portavasi, acacia Lunghezza: 16 cm Larghezza: 16 cm Diametro max. vaso: 14 cm Altezza: 13 cm
SOCKER Portavasi, zincato Diametro esterno: 24 cm Diametro max. vaso: 21 cm Altezza: 21 cm Diametro interno: 23 cm

Per quanto riguarda le piante che rimarranno all'aperto invece, dobbiamo pensare a proteggerle dal gelo dei prossimi mesi.

Se avete a portata di mano dei teli di plastica da imballaggio, quelli che hanno le bolle d'aria (che tutti amano far scoppiare!) usateli per avvolgere i vasi, coprite invece le radici con stallatico e se ne trovate, con paglia.
Proteggete le piante con tessuto non tessuto e posizionate i vasi contro un muro rivolto a sud e riparato dalle correnti.

Se questo non dovesse bastare, esistono in commerci serre di piccoli dimensioni, molto economiche, sono leggere e questo facilita il trasporto, attenzione però a fermarle o fissarle con dei pesi, altrimenti, se i vasi contenuti sono leggeri rischiate di veder volare tutto al primo colpo di vento.
Potete anche costruire delle piccole serre con le vostre mani, io ho fatto preparare la struttura in legno da un amico falegname, robusta e smontabile e poi ho aggiunto i fogli in plastica trasparente fissandoli con puntine.




Anch'io possiedo alcune piante grasse che per la loro dimensione ed il  loro peso, non possono più essere portate in casa e ho trovato questa soluzione.

E per chi ha voglia di sognare invece... conservatory sia!

Ecco cosa propone la ditta "Town & Country ":

custom conservatory with fireplace
double gable aluminum conservatory
bay-end glass conservatory
interior of solarium
greenhouse room
Che meraviglia...

Allora...buon lavoro!

giovedì 13 ottobre 2011

Castagne e Torta ricca al cacao

Per godere ancora di questo sole e di queste belle giornate, ho organizzato per le mie figlie al ritorno da scuola, un pranzo all'aperto, forse uno degli ultimi secondo le previsioni del tempo e ho approfittato per far assaggiare loro la Torta ricca al cacao, fatta con la farina di castagne.
E' una torta dall'aspetto rustico, squisita e facile da preparare, più sotto trovate la ricetta.


Le posate e i piattini sono ricordi delle mie nonne, Giuditta e Rosina.



Ricetta

Ingredienti:g 200 farina di castagne
g 100 farina 00
g 100 zucchero di canna
g 70 cacao amaro
g 50 pinoli
g 80 fichi secchi
2 uova
g 100 ricotta
1 bustina lievito
latte q.b.

In una ciotola miscelare le due farina, lo zucchero e il cacao.
Aggiungere le uova e a poco a poco il latte fino ad avere una consistenza morbida.
Unire la ricotta, i fichi tagliuzzati ed infine il lievito.
versare in una teglia imburrata o in una tortiera come ho fatto io, spargere sopra i pinoli ed un poco di zucchero.
Infornare a 180° per 35-40 minuti circa.
Il risultato è questo: è una torta dalla consistenza morbida e dal sapore deciso.




Questa tovaglia azzurra in origine era un copriletto in piquet!