martedì 26 aprile 2011

Fiori a colazione!






Siamo ormai in piena primavera e intorno a noi la natura è un'esplosione di profumi e di colori.
Approfittando del bel sole dei giorni scorsi, ho "rubato" un paio d'ore ai soliti impegni per fare una bella passeggiata in mezzo ai boschi, accompagnata dalle mie figlie (stranamente disponibili) e da Smilla, che è sempre la più entusiasta.
Passeggiare fra gli alberi, su un tappeto di fiori, accompagnate dalla voce del fiume che scorre... sembrava di vivere in una favola...
Mi stupisco ogni volta di come possa essere rigenerante stare in mezzo alla natura, a volte, quando sono molto tesa, cerco di ricreare dentro di me queste sensazioni di serenità.



Biancospino

Proprio in questi giorni la Robinia (pseudoacacia) è in piena fioritura e il dolce profumo dei suoi bianchi grappoli fioriti riempie l'aria, viene spontaneo raccoglierne qualche grappolo e lasciarsi inebriare dal loro profumo.

Ho voluto conservare un po' della magia di questo momento preparando una confettura, proprio con questi fiori.
Questa marmellata ha il sapore della nostalgia, mi ricorda e non so perché, certi confetti al rosolio e certi  pomeriggi lontani...così consiglio di gustarla spalmata su una fetta biscottata o su pane, accompagnata da una tazza di tè, magari sedute sotto un portico o in giardino, lo sguardo perso tra i fiori.


Questa è la ricetta, l'ho trovata nel libro di Manuela Vanni dal titolo: "Fatto in casa".

Confettura di fiori d'acacia

per un vaso da 300 g:
150 g di petali ( lo so, è un lavoro lungo togliere i petali uno a uno dal grappolo, pazienza!)
300 g di zucchero
1/2 bicchiere d'acqua

Pestate i petali nel mortaio, io ho usato il frullatore alla velocità minima, fino a trasformarli in un impasto farinoso e morbido.
Mettete sul fuoco una casseruola con lo zucchero e l'acqua e quando lo zucchero comincia a chiarificarsi, unite la pasta di petali.
Con la fiamma molto bassa, mescolate, levatela e rimettetela sul fuoco più volte sempre mescolando per rendere la marmellata omogenea.
Quando sarà ben amalgamata, toglietela dal fuoco e invasatela ancora calda.

lavate i fiori con delicatezza

separate i petali

passate nel frullatore

Amalgamateli all'acqua e zucchero
Godetevi, oltre al gusto della confettura, il piacere di qualche ora rilassante passata raccogliendo questi fiori.



domenica 24 aprile 2011

Pizza, passeggiate, crostate e...buona Pasqua!

uova sode colorate


Quando finalmente le giornate cominciano ad allungarsi e il sole ad essere più caldo, vien voglia di stare in mezzo alla natura, vien voglia di scampagnate, di merende all'aria aperta e ora che Pasqua è arrivata, speriamo nel bel tempo per il picnic di pasquetta.

Quando le nostre figlie erano più piccole riuscivamo a trascinarle a camminare in montagna, ora non possiamo più, rischieremmo un ammutinamento, al massimo  ci concediamo una gita al lago e ce ne stiamo  a leggere tranquillamente al sole...di scalate non se ne parla proprio.



Però, mi piace preparare questi pranzi al sacco, generalmente cucino una teglia di pizza, poi, a seconda della stagione, mi porto dell'insalata oppure dei bei pomodori appena colti da condire al momento, zucchine e melanzane alla griglia, magari del salame nostrano e naturalmente il dolce.
E' piacevole passare qualche ora così, con la propria famiglia anche se, metterci tutti d'accordo è una bella lotta e ogni volta mi dico che sarà l'ultima.

In questo periodo, sono molti i parchi dove ammirare le fioriture primaverili, spettacolari, per esempio, sono quelle dei tulipani, poi a maggio, quelle delle rose... ce n'è per tutti i gusti!

Parco giardino Sigurtà





E' bello approfittare di queste giornate anche per passeggiare tra i boschi e raccogliere fiori, in questo periodo tra l'altro, la robinia (acacia) è in piena fioritura e con i suoi fiori  si può preparare una confettura dal gusto particolare, ma si può anche fare scorta di ortiche, (i guanti, mi raccomando!) per preparare gli utilissimi macerati.

Se avete in programma una gita con pranzo al sacco, vi consiglio la pizza, la si può tranquillamente preparare la sera prima e sicuramente piace a tutti.
La ricetta che segue è appunto quella della pizza, la dose è per 5 persone, sarà comunque semplice aumentare o diminuire la quantità degli ingredienti in base alle porzioni desiderate....
                                                    
                                                                      La pizza!

  • Ingredienti:                                                                                 
  • 500 g farina manitoba                                                               
  • 25 g lievito di birra (1 cubetto)                                                  
  • 5 cucchiai di olio d'oliva extravergine                                          
  • 1 cucchiaio di sale fino                                                                
  • 250 g acqua tiepida
 Per condire:
  •  salsa di pomodoro
  •  mozzarella e formaggi
  •  origano
  •  tutto quello che il gusto ci suggerisce


Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida, aggiungere un cucchiaio circa di farina impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo da lasciare fermentare in un luogo tiepido (io intiepidisco il forno e poi lo spengo) coperto da un panno e posto in una bacinella infarinata per una mezz'ora almeno.
Disporre poi la farina a fontana sulla spianatoia e mettere nel centro il panetto lievitato, l'olio, il sale lontano dal panetto e la rimanente acqua.
Lavorare con energia fino ad ottenere un composto che non si attacca alle mani, (aggiungere eventualmente farina) lavorate ancora e poi formate una palla, incidetela a croce e mettetela di nuovo a lievitare coperta da un panno in cotone e poi ancora da uno in lana per almeno due ore.
A questo punto lavorare di nuovo la pasta battendola per farla diminuire di volume e poi stenderla sulla teglia unta d'olio, mantenendo uno spessore di mezzo centimetro, lasciarla lievitare ancora un momento e poi condire a piacere.
Cuocere nel forno già caldo a 250° per 20-25 minuti circa.

In un negozio di prodotti naturali, ho trovato anche una farina da agricoltura biologica già completa di lievito essiccato di pasta madre, è una farina dell'Antico Molino Rosso, a cui si aggiungono solo acqua, olio e sale, con una lievitazione totale di circa 4 ore, devo dire che si ottiene un ottima pizza e si salta la preparazione del lievito.

Come dolce, una bella crostata alla crema con fragole e mele, per la base la ricetta è quella della crostata al farro del post "marzo con dolcezza", se non avete la farina di farro, potete usare tranquillamente della 00.
La marmellata è sostituita dalla crema, invece delle solite strisce di frolla si aggiungono delle fettine di mele, lasciando naturalmente spazio per le fragole che verranno aggiunte a fine cottura.
La cottura è di circa 45 minuti in forno caldo a 180°.
Terminata la cottura e dopo che la torta si è raffreddata, si termina la decorazione della crostata con le fettine di fragola, infine si copre il tutto con la gelatina per dolci.
Se dovessero avanzare anche piccole quantità di frolla e di crema, si possono preparare dei "cestini" dolci utilizzando degli stampini da forno e preparandoli con le stesse modalità della crostata.



A questo punto che dire?
Buon appetito e buona passeggiata!

martedì 19 aprile 2011

La domenica delle Palme e degli olivi


In questo giorno la chiesa ricorda l'ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme, accolto dalla folla  che agitava palme e rami d'olivo.
Ancora oggi i fedeli portano i rami d'olivo, la domenica delle Palme, dopo la benedizione, nelle loro case, proprio nel periodo in cui , in perfetto accordo con la natura, gli olivi vengono potati.
Per i cristiani l'olio rende l'uomo partecipe del divino, unto, che in ebraico è messia, in greco è kristos.


Simbolo di pace e di longevità, la storia di questo albero è intrecciata alla nostra, testimone della storia umana fin dai tempi antichi.

"Alimento-medicamento"come dice la saggezza popolare, l'olio è un alleato prezioso per la salute e la bellezza, così prezioso da essere per secoli giudicato addirittura magico.
Ricordo ancora che da piccola, per curare l'orzaiolo, con l'occhio malato e tenendo chiuso quello sano,si doveva fissare il fondo di una bottiglia piena di olio purissimo.
I superstiziosi staranno bene attenti a non rovesciarlo e nel caso dovesse avanzare dell'olio, versarlo sulla terra in segno di ringraziamento.

Molte sono le ricette di bellezza che lo utilizzano come ingrediente: il rosmarino lasciato riposare in olio di oliva per un mese è ottimo per prevenire le smagliature, olio e limone massaggiati sul viso due volte la settimana allontanano le rughe, olio tiepido per le unghie fragili...
E poi se siete in vena di pulizie, potete sempre lucidare i mobili con una miscela di due parti di olio, quattro di aceto e tre di essenza di trementina.
Alimento, cosmetico, medicinale, detersivo...dobbiamo sicuramente ringraziare madre terra per questo dono così prezioso!

venerdì 15 aprile 2011

Rapanelli, asparagi e...

Le temperature estive dei giorni scorsi ci avevano illuso ma, questo repentino calo della temperatura ci ha riportato con i piedi per terra.
Ho dato un'occhiata alle previsioni dei prossimi giorni e mi sembra che le temperature minime rimangano su valori abbastanza bassi, quindi, se come me avete seminato proprio questa settimana approfittando della luna crescente, ricordatevi di tenere le vostre cassette coperte con del tessuto non tessuto.



rapanelli nell'orto

Intanto continuiamo a raccogliere insalate, spinaci e rapanelli.
A proposito, le foglie dei rapanelli non vanno buttate, sono ottime utilizzate nelle zuppe di verdura a cui magari avrete aggiunto una o due manciate di riso.
Le foglie più piccole e tenere di spinaci possono essere aggiunte crude alle insalate.

Se disponete di un piccolo balcone, non rinunciate a coltivare dell'insalata da taglio in vaschetta, è incredibile il sapore di una verdura, o di un frutto, colto e mangiato e poi niente contenitori da smaltire, trasporto a km 0!

Fra le erbe selvatiche che possono infestare l'orto, troviamo alcune varietà commestibili come le "madonnine", che altro non sono che le foglie del papavero prima della fioritura, si consumano lessate e condite, oppure come ingrediente per gustose frittate e son più saporite degli spinaci.

"madonnine" fra gli spinaci
E' tempo di asparagi, questo prezioso ortaggio può essere cucinato in molti modi, io posto una ricetta veloce con la quale forse , ma non garantisco, sarà possibile farli consumare anche ai bambini.


Ricetta veloce a base di asparagi:

  • ingredienti 
  • asparagi
  • prosciutto cotto di Praga
  • sottilette o altro formaggio filante
  • pan grattato
  • burro
Dopo aver lessato gli asparagi avvolgerli uno ad uno con una sottiletta e con una fetta di prosciutto.
Sistemarli in una pirofila foderata con carta forno, spolverare con il pan grattato e aggiungere qualche ricciolo di burro.
Gratinare nel forno già caldo a 180° per una decina di minuti.


In campagna tra marzo e aprile, si trova anche l'asparago selvatico, che generalmente si consuma lessato e poi cotto con le uova fritte.

asparago selvatico

domenica 10 aprile 2011

Profumo d'aprile


Recita un vecchio proverbio: "ad april teca anche al manec del badil" che significa "ad aprile attecchisce anche il manico del badile", infatti in questo periodo cresce e si sviluppa un po' di tutto, le gemme si sono tutte aperte e le piante sono cariche di fiori e di foglie verde smeraldo.
L'aria è satura di profumi, i prati sono tappeti di margherite.


Complice l'insolito caldo di questi ultimi giorni il giardino e l'orto hanno subito un profondo cambiamento, se abbiamo seminato per tempo le nostre insalate, gli spinaci o i rapanelli possiamo già raccogliere i frutti del nostro lavoro.

rapanelli e lattughe

Anche basilico, rucola e prezzemolo seminati in luna calante sono già spuntati, il giardino è rallegrato dalla fioritura dei tulipani e sulla vite e sul ribes si notano già minuscoli grappoli.

germogli di basilico

I fortunati che ospitano nel loro giardino alberi da frutto, potranno godere delle spettacolari fioriture dei ciliegi e dei peschi.

Ferrara

vite e melograno

ribes ed erba cipollina

Giardino botanico di Ferrara

tulipani 


Domani primo giorno di luna nuova, quindi possiamo ancora seminare zucchini, pomodori, melanzane , zucche...
Per la semina si possono riciclare contenitori in cartone per le uova, vaschette forate in polistirolo, cassette etc.


La primavera è la stagione ideale per piantare le fragole che possono essere coltivate anche in terrazze e balconi, in vaschette o contenitori tondi anche appesi.
La terra deve essere ricca di sostanze organiche e soffice e deve avere una profondità di almeno 20 cm, la distanza fra una piantina e l'altra in vaso può essere ridotta a 20 cm, vanno annaffiate spesso.
Esistono varietà rampicanti che si coltivano fissandole a graticci, oppure in contenitori appesi, lasciate crescere a cascata.
Prelibate sono le fragoline di bosco,si trovano varietà che producono frutti per alcuni mesi.

Ad aprile si possono seminare le carote a varietà semi-precoce, seminate a distanza di due settimane, si possono consumare in maniera scalare, nel mio orto non ho abbastanza spazio quindi devo rinunciare a questo prezioso ortaggio.
Seminiamo i fagiolini, direttamente a dimora, anche il tagete, alleato dell'orto.
E' un buon periodo anche per le talee: tagliare un rametto sano di circa 10 cm con un coltello affilato appena sotto il nodo fogliare, cioè l'intersezione fra gambo e foglia, eliminare le foglie inferiori e piantarlo in un vaso con del compost.


Aprile e penso alla Pasqua, penso alla primavera e mi vengono in mente le uova.
Simbolo di rinascita, rappresentano il potere dell'inizio, il manifestarsi della creazione.
Chi non ricorda quando da piccoli decoravamo le uova proprio per la mattina di Pasqua, i preparativi del pranzo dopo la messa?
Quante ricette, quante golosità con un uovo e poco di più?
In campagna poi si possono raccogliere saporite erbette selvatiche per cucinare deliziose frittate e che dire delle crespelle dolci o salate...



Ho trovato questa ricetta su un vecchio numero di Vivere Country:


                                                           Frittata gialla e verde
ingredienti:
6 uova
20 g erba cipollina
50 g provola dolce
sale pepe
aceto balsamico
Separare gli albumi dai tuorli e montarli a neve.
Tagliare finemente la provola e amalgamare aggiungendo ai tuorli e all'erba cipollina.
Con delicatezza unire gli albumi, salare e pepare.
Scaldare il forno a 180°,e, rivestire una teglia con carta forno, versare il composto e infornare per 15 minuti.
Servire la frittata calda e a piacere versarvi sopra dell'aceto balsamico.

lunedì 4 aprile 2011

case, gatti, cani e...











A house is not a home without a cat 


Ho trovato questa scritta su un bel cuscino, non so se sia la citazione di qualche scrittore o solo una dichiarazione d'amore appassionato per i felini, ma l'ho fatta mia.
Da che ho memoria nella mia vita gli animali sono stati una costante.
Fin dalla primissima infanzia abbiamo condiviso la nostra casa con i gatti, queste creature così magiche e misteriose e a volte così buffe, generazioni  si sono susseguite in girandole di nomi, incroci improbabili, nidiate ad ogni stagione,  i cani erano più longevi forse perché meno avventurieri.
Io e le mie sorelle, siamo in quattro, siamo cresciute in mezzo alla natura, facevamo il bagno nei fossi, giocavamo con la terra, ci nascondevamo tra le rive, in giro per ore fino a quando l'esile voce, (si fa per dire!) di mia madre ci faceva tornare di corsa sempre seguite dai nostri cani.
La nostra vecchia ed enorme casa era una continua scoperta, di soldi non ce n'erano così mia madre riciclava abiti, mobili e quant'altro, di nonni e di zii.
Soprattutto quando si trattava di abiti e scarpe, per noi ragazze era una tragedia, arrivavano a noi magari in perfetto stato, ma talmente fuori moda da farci torturare piuttosto che indossarli.
A volte la spuntavano ma capitava anche che i nostri genitori si impuntassero, così ci toccava il supplizio.
La cosa più terribile che ho indossato erano un paio di scarpe bianche, che qualcuno aveva smesso ancora nuove,( chissà perché!)  le avevo dovute mettere per la scuola, ricordo che per nasconderle camminavo con la cartella sui piedi!
Ricordo anche un cappotto, stavo così bene che al mio confronto anche uno spaventapasseri avrebbe fatto bella figura.
Ma la cosa che non dimenticherò mai era un giaccone orribile, in finta pelliccia stile King Kong, che era toccato in sorte a mia sorella.
Lo indossava uno sfortunato pomeriggio in cui fu investita da un automobile.
Si era ritrovata in ospedale senza gravi conseguenze e, come mi aveva confessato poi, con la gioia segreta di essersi strappata il giaccone," pensa che fortuna" mi aveva detto ridendo," in fondo è bastato un trauma cranico"...
Immaginatevi poi la sua disperazione quando mia madre, (sarta provetta) con un'entrata plateale nella stanza dell'ospedale le aveva annunciato con orgoglio che il giaccone era tornato come nuovo.... fu un trauma peggiore dell'incidente.
Avevamo però anche dei bellissimi travestimenti di carnevale, arrivati da non so dove, li tenevamo in soffitta e li indossavamo tutto l'anno durante i nostri giochi.
Un bellissimo abito da dama nero con delle rose gialle, un tradizionale abito giapponese, un abitino anni '50 a fiori, parrucche, sotto abiti in pizzo e una svariata quantità di borsette.
Ascoltavamo le canzoni con il mangiadischi cantando a squarciagola.
Condividevamo questi giochi con i nostri animali, che di volta in volta erano figli, fratelli...




Avevamo anche una grande quantità di fumetti e di libri, fra le prime letture ricordo "Incompreso" nel quale naturalmente mi immedesimai immediatamente, mi sentivo abbandonata come il piccolo Humprey, il cui nome leggevo come si scrive.

Per la lettura fu amore a prima vista, dai racconti per ragazzi come Pattini D'argento, Cuore, I ragazzi della via Paal, Piccole donne, (la nostra vita, mi sembrava simile a quella delle sorelle March) etc. ero passata poi a  quei drammoni tipo "La sepolta viva" passati da mia nonna Giuditta che aveva una passione per queste storie...

Ora mi fermo, è ora di tornare al presente, il dovere mi chiama!