sabato 26 febbraio 2011

orti cure e rimedi

Macerati

Uno dei primi macerati che si possono preparare in primavera è quello di tarassaco, si mettono a macerare foglie e fiori in acqua piovana per 15 giorni circa in dose di circa 1,5 - 2 kg in 10 litri d’acqua.
Risulta un ottimo regolatore della crescita e migliora la qualità dei frutti.
Una pianta importante per la preparazione di macerati e decotti è l’ortica.
Essa va raccolta quando si trova nel suo pieno sviluppo, ma prima della fioritura.
Generalmente il macerato si prepara raccogliendo la pianta fresca(con i guanti, mi raccomando!!!), quindi si mette a macero in acqua, meglio se piovana.
Dopo qualche giorno il macerato assume un colore scuro ed emana un odore forte e sgradevole ( per evitare l’inconveniente si può aggiungere una manciata di cenere).
Si distribuisce sul terreno come fertilizzante, diluendolo1:10.

tratto da "il calendario dell'orto biologico" di P. Sarcletti


Annaffiatura

Si sa, l’acqua è un bene prezioso e come tale non andrebbe sprecata, quindi dovremmo adottare tutti quegli accorgimenti che ci aiutano ad usarla in modo sensato e senza sprechi.
Innanzi tutto dipende molto dal terreno, che può trattenere più o meno l’acqua a seconda della sua struttura, tuttavia possiamo diminuire la quantità di annaffiature con la pacciamatura.
Per la pacciamatura, ossia per la copertura del terreno, si può impiegare della paglia oppure sfalci d’erba o i resti delle erbacce strappate purché prive di semi.
Anche la terra intorno alle piante va leggermente zappettata per evitare che si formi la crosta che rallenta l’assimilazione dell’acqua.
Meglio innaffiare raramente e abbondantemente, la sera o il mattino presto, facendo attenzione a bagnare soltanto le radici ed evitando foglie e frutti.
 In genere necessitano di un maggiore apporto d’acqua le giovani piantine, le piante adulte in fase di maturazione dei frutti vanno innaffiate con minor frequenza.
 L’ideale sarebbe poter utilizzare acqua piovana  a temperatura ambiente, purtroppo si dovrebbe disporre di raccoglitori applicati alle grondaie e di serbatoi dove contenerla, si possono comunque porre alcuni contenitori di raccolta, (secchi o altro) per utilizzare l’acqua piovana almeno per gli ortaggi in vaso.




Lumache e limacce


Ricordo che da piccole, io e le mie sorelle aspettavamo i temporali estivi per andare a caccia di lumache.
Se ne trovavano moltissime, con i gusci dai colori più disparati.
 Ci piaceva vederle fare capolino dal guscio con le loro buffe antenne, così sensibili che il minimo tocco le faceva ritrarre, cercavamo le foglie più appetitose per vederle “brucare”, ci riempivamo le tasche e poi, alla fine dei giochi, le lasciavamo libere tra le rive dei fossi.
Ora, quando le trovo fra le mie piante, non sono più felice come allora, sono animaletti voracissimi, capaci di divorare intere piantine.
Cosa fare se hanno deciso di metter su casa nel nostro orto?
Dopo aver irrigato, oppure dopo un temporale, quando questi animaletti escono allo scoperto, possiamo armarci di pazienza e raccoglierle, è chiaro che se l'orto è di grandi dimensioni è un po' difficile.
Se non si vogliono eliminare in modo cruento, facciamo una passeggiata e lasciamole libere in qualche riva o bosco…
Esistono anche esche velenose, sotto forma di piccole sfere blu, oppure si può ricorrere a piccole trappole casalinghe costituite da un piccolo contenitore a pareti lisce contenente della birra, le lumache sono attratte dalla bevanda di cui sono particolarmente golose e annegano.
Si possono tenere lontane anche cospargendo di cenere la terra intorno alla base delle piante..

lunedì 21 febbraio 2011

Giardini e ricordi...

Questi giorni di febbraio passano così, fra l'alternarsi di giornate ancora fredde e piovose ad altre tiepide e soleggiate che preludono l'arrivo della primavera.
Le forze della natura però si stanno risvegliando e su molti arbusti già le gemme si vanno gonfiando, i bulbi germogliano facendosi strada con forza tra la terra, tutto ci parla di rinascita, di ritorno alla vita.
Aspettando pazientemente che febbraio ci lasci per cedere il passo a marzo, ho cominciato a potare le mie rose, a pulire le aiuole dalle foglie secche e a valutare gli interventi da effettuare in primavera.
Lo scampolo di prato di fronte a casa, con il suo piccolo filare di rose, è il mio giardino di "rappresentanza", esso è orientato verso nord e costeggia il vialetto che porta all'ingresso, qui le coltivazioni sono puramente decorative, l'orto è posizionato sul retro della casa, in una posizione più soleggiata e più intima.

La casa dove vivo è stata costruita circa 40 anni fa in un appezzamento di terra destinato probabilmente alle stalle, vicino ad essa, sorge ancora la casa dove mia nonna paterna ha vissuto buona parte della sua vita, i proprietari l'hanno ricostruita completamente rispettandone la forma originale.
Qui mia nonna e sua sorella, una donna indipendente per l'epoca e per il luogo, gestivano un'osteria.
Posso immaginare che in luoghi allora tanto isolati, una partita a carte e un bicchier di vino, fossero l'unico passatempo.
Circondata da ortensie e da moltissimi altri fiori, da pergolati d'uva e glicine, com'era d'uso allora , non possedeva recinzioni di alcun genere.
Di questo eden si occupava un'altro dei fratelli, lo zio Santo, gelosissimo dei suoi fiori.
All'epoca, la mortalità infantile era alta, probabilmente veniva accettata e giustificata come volontà di Dio, i piccoli venivano sepolti e la vita continuava, le famiglie erano povere e spesso non potevano permettersi nemmeno una corona di fiori.
Allora si rivolgevano allo zio Santo e al suo bel giardino.
 Egli naturalmente, non aveva cuore di rifiutare un fiore ad un angioletto, quindi, con una certa rassegnazione, raccoglieva un mazzo di fiori diversi a seconda del periodo.
D'altro canto poi, con un fil di voce, appena si ritrovava solo in giardino sospirava...proprio adesso che i gigli sono fioriti...non poteva morire in un altro momento...e la scena si ripeteva ad ogni diversa fioritura.

Talvolta, in certi pomeriggi assolati e tranquilli, quando sono in giardino, mi capita di pensare al tempo trascorso, di immaginare i momenti di quotidianità di chi è passato di lì tanto tempo prima, sono attimi, rari, di solitudine, in cui ho l'impressione che passato e futuro si sovrappongano, allora mi sembra di cogliere un fruscio, un sussurro...come dicevo... la magia di un piccolo orto, o di un giardino..
Vi lascio con una poesia che credo racchiuda l'essenza di questi pensieri:
Tra cent'anni               R. Tagore
Chi sei tu, mio lettore, che leggerai i miei versi tra cent'anni?
Non posso mandarti un solo fiore
di questa corona primaverile
ne' un solo raggio d'oro di una nuvola lontana.




Apri le porte e guarda in lontananza.
Nel tuo giardino in fiore
cogli i ricordi odorosi 
dei fiori appassiti cent'anni fa.


Possa tu sentire nel tuo cuore
la viva gioia che, cantando
in un mattino di primavera,
 mandò la sua lieta voce
attraverso cent'anni.

venerdì 11 febbraio 2011

Il piacere di leggere

Oltre ai vari manuali sull'orticoltura, tra i quali ho già citato "il calendario dell'orto biologico" di Patrizia Sarcletti, che però è fuori edizione e io ho trovato nella biblioteca della mia città, (sempre della Sarcletti si trovano altri volumi sul tema) voglio ricordare due tre libri che, non trattano unicamente dell'argomento orto, ma danno spunti e consigli e, soprattutto, motivano la scelta di mettersi a coltivare ortaggi anche in città.

 Uno di questi, è "risparmiare in cucina" di Tessa Gelisio", oltre a qualche dritta sulla coltivazione degli ortaggi più conosciuti, ci propone l'orto come occasione di risparmio: conti alla mano, coltivare conviene.

L'altro è "occhio allo spreco", di Cristina Gabetti, non ci insegna come coltivare il nostro orto ma ci da un sacco di motivazioni per farlo, infatti, come dice l'autrice, l'orto non è solo nutrimento fisico, ma anche spirituale, veder crescere le piante e raccoglierne i frutti genera in noi una profonda gratitudine per la terra, ci insegna ad essere più accorti e meno inclini allo spreco.

i peperoncini possono essere un'alternativa ai soliti gerani
L'ultimo libro di cui vorrei proporre la lettura, si allontana dall'argomento orto, ma rimane nell'ambito del cibo, il libro è "avanzi popolo" di Letizia Nucciotti".
Qui l'autrice, con un simpatico gioco di parole, ci insegna l'arte di riciclare gli avanzi in cucina con ricette, consigli e ricordi, l'avanzo non è uno scarto ma alimento a pieno titolo, si parte con una lista della spesa oculata fino ad arrivare alle ricette.

Sono tutti volumi interessanti, offrono un sacco di spunti utili  per affrontare la crisi in modo eco-sostenibile e mettendo in pratica ciò che è scritto, questi libri si ripagano da soli.

martedì 8 febbraio 2011

Al lavoro!

Complici questi bei pomeriggi, ho dato inizio ai lavori.




Se per seminare e trapiantare è presto non lo è per cominciare a preparare le aiuole e, contrariamente a quanto avevo affermato, ho deciso di piantare gli spinaci come preparazione del terreno alle prossime piantagioni.

Ho cominciato con l'acquistare lo stallatico e l'ho aggiunto al terreno, che era già stato lavorato nel tardo autunno, smuovendo la terra non troppo in profondità.







(non è una tomba etrusca!)
Ho delineato le aiuole servendomi di assi che diligentemente mio marito ha  ricavato da un bancale in disuso, quindi ,dopo aver spianato il terreno con un rastrello l'ho coperto con del tessuto-non tessuto per mantenere la terra calda, poi passerò alla semina degli spinaci.

Nonostante l'orto sia proprio piccolo è bene prevedere un piccolo sentiero che ci permetta di lavorare con un minimo di spazio a disposizione.
Pezzi di vecchie mattonelle possono servire allo scopo.




Nel frattempo, se possedete un caminetto, potete mettere da parte la cenere, ma solo di legna, da mescolare al terreno una decina di giorni prima della semina, senza esagerare, potete somministrarne una dose più abbondante alle rose.

..

lunedì 7 febbraio 2011

Passeggiando.....

Nonostante il freddo mattutino, queste ultime due giornate sono state caratterizzate da pomeriggi con temperature veramente gradevoli, così ieri, io e Smilla, ne abbiamo approfittato per fare una lunga camminata e gustarci questo piacevole tepore.
Curiosando qua e là, ho constato come in questo periodo gli orti si somiglino un po' tutti e, anche in quelli più grandi, si possono vedere dei tunnel in polietilene per le insalate e nulla di più.
Come noi, sono in molti invece, ad aver aperto i lavori in giardino con la potatura delle siepi.

Ho potuto osservare anche, come salti all'occhio il poco rispetto che abbiamo per l'ambiente che ci circonda.
 I canali, asciutti per la pulitura annuale, sono diventati una discarica a cielo aperto, simili a empori dove si trovano  gli oggetti più disparati: una enorme tinozza in plastica  nera, pneumatici, lattine, bottiglie di vetro e di plastica, sacchetti, e, ironia della sorte, tutto questo a poca distanza dall'isola ecologica...che tristezza!
Possibile che ancora non abbiamo capito che stiamo imboccando una strada senza ritorno?
Non capisco come mai la raccolta differenziata sia vissuta come una fatica inutile...
Personalmente, sto cercando di andare un po' oltre, la raccolta differenziata comincia facendo la spesa in modo più consapevole, scegliendo prodotti che alla fine producano meno scarto possibile, sempre tenendo d'occhio qualità e prezzo.
Le bottiglie d'acqua in vetro con vuoto a rendere, lo yogurt fatto in casa e, quando è possibile, il latte dai distributori servendosi di un contenitore in vetro riutilizzabile, limitare all'indispensabile i prodotti usa e getta, consumare frutta e verdura sfusi e non confezionati in vaschetta, prodotti bio, a km 0, sono molti i piccoli gesti che ci possono aiutare a fare la differenza...

La mia passeggiata si è conclusa con un po' di amarezza ma con lo stimolo a fare di più.

giovedì 3 febbraio 2011

Tempo di acquisti e di progetti


Eccoci a febbraio, un inverno interminabile questo, pioggia, neve, nebbia e ghiaccio.
In queste prime mattine del mese,  infatti, ci svegliamo con temperature tutt'altro che piacevoli,-4° , -6° sotto lo zero, nebbia fitta alternata a sprazzi di sole, i giorni della merla sono passati eppure...
E' proprio quando esce qualche timido raggio di sole, che trovo il coraggio di uscire in giardino e controllare un po' le mie piante....che desolazione, l'inverno quest'anno ha mietuto le sue vittime, le coperture degli scorsi anni non sono state sufficienti.
Il fazzoletto di terra che l'anno passato era il mio orto, è stato vangato già lo scorso novembre, se ne sta lì ad aspettare che la primavera arrivi e anch'io con lui.

Nel frattempo ho iniziato a dare un'occhiata alle sementi rimaste ed ecco il primo errore: le ho conservate in una scatola di latta e le ho trovate umide, con un vago sentore di muffa, ora, non credo saranno riutilizzabili, spero comunque che i semi di tagete e dei peperoncini si siano salvati.
Ho  investito un discreto gruzzolo nell'acquisto di nuovi semi e, soprattutto per i pomodori, mi sono sbizzarrita un po':

  • pomodoro "nero di Crimea" nuova selezione di una varietà antica, frutti particolarmente buoni, privi di acidità, dal colore purpureo scuro alla maturazione.
  • pomodoro "Principe Borghese" pianta semi- nana che si ricopre di frutti piccoli, polpa poco acquosa, pochi semi, gusto deciso, ottimo per salse e condimenti, coltivabile in vaso sul balcone.
  • pomodoro "pepe" tipo ciliegia, eccezionale e abbondante produzione, frutti dolcissimi e si può coltivare anche in vaso sul balcone.
  • pomodoro "Costoluto genovese" varietà tradizionale,polpa dolce, carnosa, profumata, eccellente in insalata o in conserve.
  • pomodoro "Cal-J" ottimo in insalata,come concentrato, essiccato al sole o al forno, frutti abbondantissimi, colore intenso della polpa.
  • melanzana"bianca a uovo" coltivabile anche in vaso sul balcone, da cogliere alla dimensione di un uovo per gustare la qualità del sapore non amaro.
  • zucchino nano "verde di Milano".
  • lattughe da taglio.
  • basilico classico, il genovese.
  • rucola selvatica
  • fagiolini
  • aglio
Mi mancano ancora il prezzemolo, le zucche, i ravanelli, (spero che i semi di peperoncino siano ancora utilizzabili) e con questi riempirò sicuramente tutto lo spazio possibile.
Ho dovuto comunque effettuare una scelta, per mancanza di spazio adatto, ed eliminare da questa quelle colture che non ritenevo indispensabili.

Innanzi tutto , devo studiarne bene la posizione.


 Dove all'inizio della stagione avevo piantato le zucchine, sostituite a fine luglio dai fagiolini, quest'anno metterò i pomodori, quindi le zucchine occuperanno il posto di quest'ultimi, con un orto così piccolo, la rotazione delle colture è quasi impossibile, cerco di arrangiarmi come posso, il prossimo anno si vedrà...
 Un angolo per l'aglio l'ho già trovato, sarà il primo ad essere piantato, poi naturalmente per tutte le colture che lo permettono ci saranno i vasi.
Questa volta, voglio cimentarmi con la semina dei pomodori e delle zucchine, infatti lo scorso anno ho acquistato le piantine già pronte in "vasetti monoporzione" comodissimi e trovati al supermercato, ma la scelta si limitava a due varietà per i pomodori ed a una soltanto per le zucchine e stavolta mi sento in vena di sperimentazioni, allo scopo, mi sono munita anche di vasetti di torba che vanno interrati con tutta la piantina, infatti sono biodegradabili.
Sono semine che, in mancanza di una serra calda, vanno rimandate alla metà di marzo.

Il prossimo passo, è acquistare lo stallatico per concimare la terra.
A fine inverno, ho letto che è possibile effettuare delle concimazioni verdi, con piante che hanno la funzione di arricchire il terreno di sostanza organica, fra queste la senape, il favino e gli spinaci, io non mi sono organizzata e preferisco rimandare questa pratica al prossimo anno.

Se il tempo lo permette (ed anche gli impegni familiari) mi piacerebbe fare una passeggiata in campagna, per vedere se si possono già cogliere i segni del risveglio della natura.
Ricordo che questo compito era affidato ai "bucaneve", chissà se ancora resistono allo scempio che di questi tempi si fa della campagna, strade, autostrade, centri commerciali, non si vede altro ormai...